Metafore e simbolismi esoterici, liriche barocche e melodie pop, culture lontane e orizzonti vicini. L’opera di Franco Battiato è contrassegnata da un’enorme quantità di segnali, messaggi subliminali che si richiamano a dottrine, insegnamenti mistici e trascendentali nei quali individuare una possibile soluzione, una via d’uscita dalla crisi dell’Occidente. Il Maestro di origini catanesi ha fatto degli interessi esoterici e filo-orientali il fulcro della propria produzione musicale a partire da L’era del cinghiale bianco del 1979 fino a Caffè de la Paix, ponendosi come figura di collegamento tra la nostra cultura e diverse correnti mistiche, in particolare quella islamica dei sufi e quella esoterica di George Ivanovitch Gurdjieff, dalla quale ha appreso le tecniche di meditazione e la “legge dell’Ottava”, metafora dell’equilibrio energetico tra il microcosmo e il macrocosmo. La ricerca del sacro e un originalissimo percorso spirituale rappresentano le coordinate da approfondire per avvicinarsi all’universo interiore di questo grande e unico artista

   

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